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Nel video di oggi vediamo insieme chi rientra nei lavori usuranti e quali requisiti servono per la Pensione. Per sapere quali sono i lavori che rientrano come usuranti e quali no CLICCA QUI per poter andare a vedere direttamente su un articolo dedicato.

Prima di entrare nel vivo di questo tema se non l’hai ancora fatto di iscriviti al canale YouTube cliccando sulla campanellina. Se ancora non mi conosci Io sono Daniele Stroppiana, sono un consulente pensionistico e assicurativo e da diversi anni Aiuto le persone tramite i social e tramite le mie consulenze a scoprire come andare in pensione. Non solo, il mio ruolo è di dirti quali sono le scoperture pensionistiche e finché non andrai in pensione come tutelarti e proteggerti con le assicurazioni.

LAVORI USURANTI E PENSIONE 2024

Se parliamo di lavori usuranti i requisiti NEL 2024 dipendono e cambiano in funzione delle notti che vengono svolte dal lavoratore o meno nell’arco dell’anno.

La regola base è che un lavoratore per far sì che il proprio lavoro risulti usurante deve aver svolto le notti almeno sette anni negli ultimi dieci. Oppure deve aver lavorato la notte per la metà della propria attività lavorativa.Se per esempio ha lavorato 42 anni versando i contributi per 42 anni almeno per 21 anni deve aver fatto le notti. In questo caso naturalmente anche senza il requisito dei Sette Anni degli ultimi 10 come detto prima.

COME FUNZIONA IL MECCANISMO DELLE NOTTI

Vediamo allora che chi ha fatto almeno 78 e più notti durante l’arco dell’anno avrà diritto ad andare in pensione con quota al 97,6 se è dipendente e con quote invece 98,6 se è un lavoratore autonomo. Questo significa che dovrà avere 61 anni e 7 mesi di età anagrafica e 35 di contributi sei dipendente nel primo caso mentre invece dovrà avere 62 anni e 7 mesi di età anagrafica se è un lavoratore autonomo.

Nel secondo caso per chi invece non ha fatto 78 notti all’anno ma ne ha fatte tra 72 e 77 i requisiti aumentano di un anno e quindi la quota non è 97,6 per i dipendenti ma è 98,6 ed aumenta di un anno anche la quota degli autonomi che diventa al 99,6. Inutile dire che così facendo aumentano anche di conseguenza di un anno l’età anagrafica sia per i dipendenti che per gli autonomi mentre invece restano fermi i 35 anni di contributi versati.

Ultima fascia quella da 64 notti all’anno a 71 dove la quota aumenta di un ulteriore anno sia per i dipendenti che per gli autonomi e diventa 99,6 per i dipendenti e 100,6 per i lavoratori autonomi. Questo significa, anche in questo caso, che l’età anagrafica ancora una volta aumenterà di un anno mentre invece i contributi versati restano 35.

Mi raccomando, per avere il riconoscimento di Lavori usuranti va fatta la richiesta all’Inps e va fatta entro il primo maggio dell’anno in cui si raggiungerà quel requisito. L’INPS risponderà entro ottobre dicendo Sì o no, se effettivamente i requisiti vengono rispettati e solo dopo si potrà poi fare finalmente raggiunti requisiti la domanda di pensione.

Ti ricordo che per il caso dei lavori usuranti la pensione non avrà una finestra pensionistica perché è stata abolita in passato e di conseguenza la pensione verrà erogata dal primo mese utile e successivo.

Ultima specifica importante; per ciò che riguarda i lavoratori dipendenti è necessaria la cessazione almeno temporanea al momento della domanda di pensione dell’attività lavorativa. Quindi i dipendenti dovranno comunque mandare le dimissioni, andare comunque all’ufficio di collocamento e poi eventualmente ricollocarsi anche il giorno stesso o il giorno dopo per poter ottenere la pensione e poter fare la domanda.

nvece i lavoratori autonomi come sai possono continuare la loro attività.

Se vuoi scoprire se anche tu rientri in questa particolare categoria di lavoratori o meno vai a leggere l’articolo che ti ho condiviso sopra. Se invece vuoi conoscere la tua situazione specifica puoi contattarmi come sempre per richiedere la tua consulenza personalizzata.

A me non resta che salutarti, mandarti un caloroso abbraccio e ti do appuntamento al prossimo articolo

Ciao da Daniele